Tutto inizia a metà luglio 2009 quando mi viene chiesto di diventare animatore del Gruppo Giovani di S. Rocco. Ricordo che fin da subito la domanda dentro di me è "Sono preparato per farlo?", poi però sento dentro di me la volontà di vivere una nuova avventura -senza se e senza ma-. Eh già, l'importante è vivere giorno dopo giorno! Così è arrivato settembre, con i primi incontri del gruppo. Innanzitutto cerco di mettermi in ascolto, di farmi raccontare le esperienze vissute da loro negli anni precedenti. La curiosità è tanta, la penna sembra non fermarsi e le pagine del notes si riempiono subito...Poi a casa le rileggo, rifletto, cerco insomm
a di "fare tesoro" di alcuni suggerimenti e consigli.A novembre con l'arrivo di Don Lucio, è tempo dell'inizio vero e proprio!
Per un maggior confronto e crescita, c'è l'ingresso nel Coordinamento Pastorale Giovanile di Trento Sud. Non conosco nessuno, ma non importa...mettersi in cammino con gli altri è importante. Ogni parrocchia ha la sua storia, quindi non bisogna avere paura del confronto.
In un cammino l'importante è proseguire senza mai fermarsi. Certo le fatiche non mancheranno, ma se si è assieme allora tutto sarà più semplice!
Così a dicembre prima di Natale, arriva la Festa dei Giovani di Trento Sud a S. Rocco. "E' la prima volta", questa è la frase che ricorre nella mente nei giorni precedenti. Ma so che ognuno farà la sua parte...e così avverrà infatti!
Passato Natale, arriva il 2010!
Agli incontri del Gruppo, con la guida preziosa di Don Lucio, leggiamo alcuni frammenti degli scritti di mio fratello e anche degli stralci di discorsi di Papa Benedetto XVI e Giovanni Paolo II. Al termine della lettura, ci sono delle domande. E qui subito penso "ecco, adesso arriva il bello". Sì...il bello di confrontarsi, di interrogarsi su cosa significano per me le parole lette. Per costruire un cammino assieme è importante, e non lasciarsi prendere solo dal "fare".
Mercoledì dopo mercoledì nell'as
coltare i vari interventi, il mio notes si riempie, ma soprattutto comincio a conoscere bene i miei compagni e compagne di viaggio.L'inverno è alla conclusione ed è già tempo di Quaresima. Il 12 Marzo vivo un'esperienza insolita in S. Carlo: la Confessione Comunitaria. La testimonianza di un cieco mi colpisce molto, poi l'essere lì con tanti giovani mi fa accostare a questo sacramento in modo diverso.
Poi si intensificano gli appuntamenti: la Via Crucis Cittadina, Giornata Mondiale dei Giovani a livello parrocchiale con cena povera, la Settimana Santa. Li vivo in modo diverso dal solito, con maggior entusiasmo! Arriva quindi aprile, con un evento molto atteso: il week-end degli animatori organizzato dalla Pastorale Giovanile Diocesana a S. Giuliana di Levico. Il 17-18 aprile non sono da solo a partecipa
rvi, ma con altri 9 giovani di S. Rocco. Un'altra esperienza nuova, in cui nelle varie attività proposte respiro un clima di amicizia e di serenità. Rientriamo contenti, pronti per un'altra sfida: il libretto in ricordo di mio fratello. Un progetto iniziato nell'autunno 2008, con la raccolta degli scritti da lui lasciati e finalmente radunati grazie all'aiuto di tanti amici e conoscenti. Viene scelto Sabato 22 Maggio per la presentazione del libretto, ma bisogna mettersi al pc per realizzare il file. Sono i primi giorni di maggio, e oltre all'incontro al mercoledì con alcuni del Gruppo altre sere vengono impegnate per la preparazione del libretto - quindi elaborazione testi e scelta delle immagini (per queste ultime fondamentale l'aiuto delle ragazze!!!).E anche il 22 Maggio passa con la gioia di tutti, per aver realizzato il sogno di Beppe!
Ma non è finita...una settimana dopo (il 30 Maggio) con diversi del Gruppo partecipiamo al Pellegrinaggio Notturno o
rganizzato dalla Pastorale Giovanile Diocesana da Trento a Montagnaga. E mentre la strada sale, durante la notte pregando e cantando mi sembra impossibile che l'anno pastorale sia già alla sua conclusione...Non sento la fatica, ma la gioia di aver vissuto, di essermi messo in gioco sempre! E quando la notte lascia il posto alla mattina, ecco scorgere il Santuario nella conca della Comparsa. Non dico ce l'ho fatta..ma ce l'abbiamo fatta! Perchè non sono solo io, ci sono anche gli altri con cui ho fatto strada nella notte e durante il corso dell'anno (ognuno nella sua zona).Ecco adesso potrei dire che ho finito di scrivere...ma no, non è così!
Conclusi gli incontri del mercoledì, con l'estate arriva il tempo del Campeggio! La mia ultima esperienza risale al 2003, in Val Daone con Don Gigi. Gli anni sono passati, ma ho ancora il desiderio di viverne uno...questa volta nella mia parrocchia e con i "miei giovani". Dal 20 al 27 Giugno a Falcade passo
davvero 7 giorni indimenticabili. In mezzo alla natura e in montagna innanzitutto, ma anche con nuove persone tutte da scoprire e quindi nuovi amici. Infatti non c'è solo S. Rocco, ma anche S. Giuseppe in Trento. Nei giochi, nei servizi, nelle passeggiate, nei momenti di preghiera dentro di me sento una serenità, è come "ristorarmi alla sorgente". Parlo, ma non tantissimo. Rispetto a qualche anno fa sono cambiato! "Mettermi in ascolto" è quello che mi sono proposto in quei giorni. L'escursione al Rifugio Mulaz: scelgo di andare a metà del gruppo e non in testa, proprio per ammirare i panorami e scattare le foto (ormai passione forte!), sopresa della neve lungo il cammino, per la prima volta dormo in Rifugio durante la notte...MERAVIGLIOSO! Nel rientro converso con due giovani di S. Giuseppe, Giammy e Anna. Con Giammy parliamo di tutto un po', con Anna scopro che è una sportiva, pratica atletica leggera con l'Atletica Clarina e quindi parliamo di questa meravigliosa disciplina! Una chiacchierata che mi rende molto felice!!! :)Venerdì 25 a Canale d' Agordo: un luogo molto caro per me, l'incontro con Pia Luciani -nipote di Papa Giovanni Paolo I, al
secolo Albino Luciani- dopo tanto tempo e ascoltare la sua testimonianza riguardo lo Zio mi riscaldano il cuore, e poi sento che anche qualcuno dei giovani ne rimane contento.Al Sabato 26 Giugno, nell'ascoltare le riflessioni sul Campeggio, ripercorro dentro di me tutte le avventure trascorse in un anno e mi sento ancora in cammino...
Mi colpisce moltissimo un intervento scritto, parole semplici ma che vengono dal cuore. E poi veder scendere delle lacrime di gioia, mi fa capire che per qualcuno questo campeggio non è stata un'esperienza come tante altre ma qualcosa di più! Ecco, penso davvero "mai dire mai"!
Certo, devo stare attento a non essere troppo "lungo" (nello scrivere e nel parlare). Alle volte penso: vorrei essere allegro e vivace come Michele Carlin, pieno di domande e simpatia come l'Ele e la Fede, con un po' più di iniziativa come la Vale... Beh, il cammino continua...e poi vi dirò...
Grazie di tutto!
Grazie di tutto!
Marco

